Istruzione

Il primo passo

L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo. La piena inclusione degli alunni con disabilità è un obiettivo che la scuola deve perseguire costantemente.

 

verso l'inclusione

L’esercizio del diritto all’educazione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap.

Scuola e Disabilità

Tra i grandi temi che la scuola italiana ha affrontato in modo innovativo, con una scelta di civiltà tra le più significative in campo europeo e mondiale, c’è sicuramente quello della integrazione degli alunni con disabilità.

Già dal 1977, con la legge n. 517, è stata superata l’idea delle classi differenziali per abbracciare modalità di realizzazione del diritto allo studio a favore degli alunni con disabilità attraverso il loro inserimento nelle classi ordinarie. Progressivamente, sulla base della riflessione che la scuola non solo è un luogo di apprendimento, ma anche di integrazione sociale e di formazione della soggettività, si è sviluppato il concetto di inclusione, la cui attuazione si è realizzata attraverso il concorso di specifiche figure professionali, dello Stato e degli Enti Locali, che potessero fornire supporti didattici e personali agli alunni con disabilità.

Le Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, emanate il 4 agosto 2009, hanno richiamato questo percorso ribadendo il profondo significato della scuola inclusiva ed impartendo alcune direttive per la sua effettiva attuazione, anche sulla base delle criticità emerse negli anni. Dai dati emerge che negli ultimi dieci anni gli alunni con disabilità sono aumentati del 45%, divenendo nella scuola statale oltre 180.000.

Ciò che preme sottolineare è che si può disporre di preziosi elementi per valutare il tema in tutti i suoi possibili risvolti e quindi orientare l’azione amministrativa.  

Tali dati possono naturalmente essere migliorati e resi più adeguati a rappresentare la “scuola reale”,  in cui, al fine di individuare i bisogni educativi prioritari sulla base delle tipologia di disabilità, sono state richieste alle scuole informazioni più precise e specifiche in materia.

Il diritto a una piena accessibilità agli edifici scolastici da parte degli alunni con disabilità motoria o sensoriale è un diritto tutelato in Italia da diverse norme che, negli anni, hanno tentato di dare una soluzione al problema del superamento o abbattimento delle barriere architettoniche.

Solo una scuola su quattro, in Italia, è pienamente accessibile alle persone disabili

3.3 %

“Eseguire con urgenza interventi volti a consentire in ogni caso ai disabili privi della possibilità di camminare l’accesso alla Scuola così come la permanenza per l’attività didattica, al piano terra dell’edificio. In particolare dovranno essere realizzati ingressi previa sistemazione di scivoli o rampe dall’ingresso al marciapiede, la predisposizione di posto auto dedicato, la realizzazione di almeno un bagno adeguato al piano terra, l’adeguamento dell’arredamento, dei sussidi didattici e delle attrezzature necessarie e ogni altra opera necessaria a consentire l’accesso e l’uscita di alunni disabili e normodotati dall’ufficio scolastico garantendo per tutti condizioni di sicurezza.”

Alunni Con Disabilità Nella Scuola Statale e Privata

Gli alunni con disabilità presenti nella scuola statale del sistema nazionale di istruzione sono 204.245, pari al 2,6% della popolazione scolastica complessiva costituita da 7.716.283 alunni. Gli alunni con disabilità presenti nella scuola non statale di ogni ordine e grado sono pari a 17.428, di cui 12.540 nella sola scuola paritaria. Pertanto, nell’intero sistema formativo,, gli alunni con disabilità sono oltre 220.000 rappresentando il 3,4% della popolazione scolastica frequentante la scuola statale e non statale.

Accessibilità Nelle Scuole

Stando ai numeri raccolti dall’ultimo aggiornamento biennale del Ministero dell’Istruzione, risalente all’ottobre del 2018, solo una scuola su quattro, in Italia, è pienamente accessibile ai disabili. Complessivamente le scuole italiane mancano spesso di rampe, di servoscala e di ascensori a norma, mentre sono maggiormente attrezzate quando si parla di scale, porte e servici igienici a norma.
Ai sensi della normativa gli edifici pubblici e privati degli istituti scolastici d'ogni grado, per essere accessibili, devono prevedere almeno un percorso esterno che colleghi la viabilità pubblica all'accesso dell'edificio, dei posti auto riservati, la piena utilizzazione di ogni spazio anche da parte degli studenti con ridotte o impedite capacita motorie e almeno un servizio igienico accessibile. Nello specifico, per quanto riguarda gli edifici pubblici, gli arredi e le attrezzature didattiche (banchi, sedie, computer, spogliatoi, materiale Braille ecc.) devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità. Nel caso l'edificio scolastico sia disposto su più piani e sia sprovvisto di ascensore, sarà opportuno collocare le classi frequentate dagli alunni con impedite capacità motorie al piano terra oppure dotare l’edificio di un montascale per disabili.

Il Muro

Lo sforzo per abbattere queste barriere è stato fatto: tra il 2013-2014 e il 2018-2019, a livello nazionale, c’è stato infatti un incremento dell’accessibilità di 20,8 punti percentuali (si è passati dal 13,7% al 34,4%). Questi dati mostrano, però, che la strada è ancora lunga affinché le scuole italiane diventino completamente accessibili. Ma la normativa è molto chiara nel tracciare la direzione di marcia da seguire: tutti gli edifici scolastici, infatti, devono consentire l’accesso e l’utilizzo pieno agli alunni con disabilità. Gli edifici delle istituzioni prescolastiche, scolastiche, comprese le università e delle altre istituzioni di interesse sociale nel settore della scuola devono assicurare la loro utilizzazione anche da parte di studenti non deambulanti o con difficoltà di deambulazione

Quanti sono gli studenti italiani portatori di handicap

Secondo i più recenti dati Istat, risalenti al 2018-2019, gli alunni italiani con disabilità sia fisica che psichica o intellettiva sono poco più di 284mila. Un numero, peraltro, in constante crescita. Rispetto all’anno scolastico precedente infatti si è registrato un incremento di 0,3 punti percentuali (su tale aumento incide in parte sia a una maggiore riconoscibilità rispetto al passato di alcune patologie, sia a un più diffuso accesso alle certificazioni).

Formazione & Tecnologia

la formazione in tecnologie educative, fondamentale per l’utilizzo corretto della strumentazione a supporto della didattica, risulta ancora poco diffusa: nel 12% delle scuole italiane nessun insegnante per il sostegno ha frequentato un corso specifico per l’utilizzo appropriato delle tecnologie a supporto della didattica, nel 64% delle scuole soltanto alcuni docenti hanno frequentato corsi, mentre nei restanti casi (24%) tutti gli insegnanti hanno frequentato almeno un corso.

Abbattere il Muro della Indifferenza

Assenza di ascensori e rampe, bagni a norma e montascale sono le barriere architettoniche più significative

Alcune Statistiche

Se da una parte è apprezzabile l’impegno messo in atto per abbattere le barriere fisiche, non bisogna dimenticare che c’è un altro tipo di limitazione che rende difficile l’accesso alla scuola. Si tratta delle barriere senso-percettive, cioè la mancanza di accorgimenti (mappe in rilievo e altri indicatori visivi, segnali acustici) volti a facilitare l’orientamento degli studenti non vedenti, ipovedenti e non udenti. Le scuole italiane che dispongono di almeno un dispositivo di ausilio senso-percettivo sono appena il 18%, mentre solo il 2% ne ha 2. Anche in questo caso, le scuole sono più accessibili a nord (23%) che a sud (14%).

Rapporto tra scuole accessibili e non in base alle barriere percettive - Nazionale
Scuole con almeno un facilitatore
19 %
Scuole con nessun facilitatore
68 %
Scuole che non rispondono alla richiesta
13 %
Percentuale di edifici scolastici non accessibili in base al tipo di barriera - Nazionale
  • Assenza di Servoscala
  • Ascensore assente o non a norma
  • Rampe superamento dislivelli
  • Bagni non a norma
  • Scale non a norma
  • Porte non a norma
49%
46%
33%
29%
11%
6%

Per quanto riguarda la presenza di ascensori a norma, la provincia con il miglior risultato è Aosta dove l’80,6% degli istituti ne è fornito. Seguono le province di Forlì-Cesena(79,9%) e Terni (79,7%). Agli ultimi posti invece Trieste (53,9%), Trento (53,7%) e Genova(52,5%).

Lecce (71%) è invece la provincia italiana con il maggior numero di scuole dotate di rampe per il superamento di dislivelli. Seguono Brindisi(70,9%) e Lucca (64,9%). Agli ultimi posti invece Trento (36,8%), Campobasso (35,8%) e Genova(29,4%). Infine, per quanto riguarda la presenza di bagni a norma, al primo posto troviamo Aosta(89,2%), al secondo posto Mantova (81,1%), al terzo Piacenza (77,4%). Agli ultimi posti invece le provincie di Genova (45%), Fermo e Trieste (entrambe 48%).

 

L'importanza della tecnologia per il superamento delle barriere

Un altro aspetto da non sottovalutare legato alla disabilità è quello di fornire agli studenti tutti gli strumenti per poter seguire le lezioni e partecipare alla vita della classe. Da questo punto di vista, la tecnologia può svolgere un ruolo importante. L’isolamento forzato che abbiamo vissuto a causa del Coronavirus, infatti, ha imposto a tutti gli istituti scolastici di ripensare il proprio modello di insegnamento facendo ampio ricorso anche alla didattica digitale. Uno strumento che può essere di grande aiuto per quegli studenti che faticano a seguire le lezioni a causa della loro disabilità. Una scuola su quattro risulta priva di postazioni informatiche adattate alle esigenze degli alunni con disabilità. Le differenze territoriali non sono molto marcate, ma la dotazione risulta maggiore nelle regioni del centro con il 78%, mentre al nord e al sud la quota si attesta al 75%.

Postazioni Informatiche adattate ( 4 studenti su 10 beneficiano di postazioni informatiche )
58 %

Da notare che, tra le province con i dati peggiori, molte sono al nord. In totale, 56 (su 106) si trovano al di sotto della media nazionale (54,5%). Tra queste, anche città importanti come Roma (54,3%), Milano (53,1%) e Torino (51,3%). Agli ultimi posti invece, si trovano Bolzano (39,6%), Gorizia (42,2%) e Brindisi (43,6%).

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