Lavoro

il Pensiero...

Secondo i padri costituenti, il diritto al lavoro è la condizione essenziale perché tutti i cittadini siano liberi e uguali

L'Azione....

Eliminare le barriere fisiche nei luoghi di lavoro è il primo passo per garantire a tutti pari dignità, come lavoratori e come cittadini.

Una Barriera Culturale

La Disabilità nel Lavoro

In tempi di forte disoccupazione, di stage sfruttati, di finte partite iva con gli stessi doveri dei dipendenti, di collaborazioni sporadiche, di licenziamenti collettivi e chiusure aziendali per delocalizzazione, dovremmo fare di tutto per riportare al centro il vero senso del lavoro, che di per sé è un fattore importantissimo per la vita dell’uomo. Il lavoro garantisce autonomia, indipendenza e dignità, il lavoro fa incontrare le persone, le fa socializzare, spesso si costruiscono vere e proprie famiglie sui posti di lavoro.

Il lavoro serve a uscire dall’isolamento, dall’emarginazione, dalla povertà. Ma deve essere così per tutti. E tutti ne hanno diritto. Anche le persone disabili. Non è vero che dal momento che si è disabili non si può più contribuire ai bisogni sociali e della propria comunità. Ogni persona ha competenze, attitudini, passioni, capacità che, se opportunamente valutate e valorizzate, possono restituire all’azienda un eccellente lavoratore e ai colleghi un membro in più nella famiglia aziendale. Ma come si fa a trovare lavoro quando si vive una condizione di disabilità? Innanzitutto un bell’aiuto lo dà lo Stato, garantendo specifici diritti in materia di lavoro e poi imponendo alle aziende specifici obblighi.

Le Risorse Provengono Dalle Menti Non dal corpo

La Legge, L'Intoppo...

La legge che in Italia disciplina il diritto al lavoro delle persone con disabilità, è la (Legge 12 marzo 1999, n. 68) che ha da poco compiuto vent’anni. La legge promuove l'inserimento e l'integrazione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro attraverso il "collocamento mirato". È un’ottima legge, innovativa, per tanti versi antesignana della stessa Convenzione Onu, poi ulteriormente migliorata con il D.Lgs. 151/2015 (“Jobs Act”). Pertanto con queste legge dovremmo avere nel mondo del lavoro vero, sia nel privato che nel pubblico, una quantità industriale di persone con disabilità che, appunto, grazie al loro ingresso nel mondo del lavoro siano usciti da percorso un percorso meramente assistenziale, acquisendo un ruolo di cittadini attivi e produttivi. Invece non è così. Ci sono in Italia 145mila posti di lavoro scoperti fra quelli riservati a persone con disabilità: «145MILA PERSONE CHE DOMANI MATTINA POTREBBERO LAVORARE». Invece ci sono 775mila persone con disabilità iscritte alle liste di collocamento e al ritmo di circa 30mila avviamenti annui, «a spanne significa che ci vorranno 25 anni per smaltire le liste» . Dato altrettanto preoccupante è quello relativo alla Pubblica Amministrazione, «che dovrebbe essere la prima a dare attuazione alle leggi, e che, invece, fa registrare un 33% di inadempienza».

Ma non basta...

Le barriere architettoniche nei luoghi di lavoro sono sicuramente uno degli ostacoli più importanti ed evidenti, perché limitano la libertà di movimento e azione e impediscono alle persone con difficoltà motorie o sensoriali di lavorare in condizioni di pari dignità e con gli stessi diritti degli altri colleghi. È per questo che l’Italia, negli anni, ha adottato alcuni provvedimenti che mirano ad abbattere le barriere fisiche che impediscono l’accesso alle aziende e alle attività produttive, affiancando a queste misure anche alcuni provvedimenti per garantire alle persone disabili il diritto di lavorare in sicurezza. Tra i riferimenti normativi più importanti ricordiamo il Decreto Ministeriale n. 236 del 14 giugno 1989, che introduce alcuni princìpi fondamentali per l’abbattimento delle barriere architettoniche e il Testo Unico n. 81 del 9 aprile 2008 relativo alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Accessibilità, Visitabilità e Adattabilità. 3 Punti fondamentali

Per accessibile si intende un edificio che può essere raggiunto anche da persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Si tratta quindi di un fabbricato strutturato in modo che queste persone possano raggiungere le singole unità immobiliari, usare gli spazi e le attrezzature in sicurezza e autonomia. Un edificio è visitabile, invece, quando le persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale possono accedere agli spazi di relazione e ad almeno un bagno. Ne consegue che il suo accesso è più limitato, rispetto al criterio precedente. Infine, un edificio si dice adattabile quando viene modificato per permettere anche a chi ha ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali di entrarvi e fruire degli spazi. Le disposizioni cui attenersi, però, non sono le stesse per tutti i luoghi di lavoro. Alcune aziende, per esempio, devono strutturare gli spazi perché sia rispettato solamente il requisito dell’adattabilità o della visitabilità, mentre altre, invece, hanno l’obbligo dell’accessibilità. Questa distinzione dipende dalle caratteristiche della singola attività economica.
Porte, vie di circolazione, scale, docce, servizi igienici e posti di lavoro usati o occupati direttamente dai lavoratori disabili devono essere strutturati tenendo conto della loro sicurezza. Queste disposizioni si applicano ai luoghi di lavoro utilizzati dal 1° gennaio 1993. Per gli edifici usati prima di questa data, il datore di lavoro deve adattare il bagno in modo che anche le persone disabili possano raggiungerlo, muoversi al suo interno e fruirne. C’è poi un ulteriore obbligo a carico dei datori di lavoro, pubblici e privati: devono garantire la piena uguaglianza nei luoghi di lavoro attraverso l’accomodamento ragionevole (legge n. 18/2009).

Accomodamento ragionevole

Per rendere il posto di lavoro accessibile ai disabili, nel rispetto della loro professionalità e dignità, non è sempre necessario mettere in campo ristrutturazioni importanti. A volte bastano anche piccole modifiche o cambiamenti di tipo gestionale. Può trattarsi, per esempio, di un parcheggio riservato vicino all’entrata dell’azienda, dell’installazione di un corrimano, di una scrivania regolabile o di strumenti hardware e software specifici. Sono accomodamenti che vanno concordati con le persone disabili, nel rispetto delle loro esigenze, e tenendo conto delle loro capacità motorie, sensoriali e del tipo di attività lavorativa svolta.

Up & Down - Liberi di muoversi

Le misure per rendere il luogo di lavoro un vero spazio di collaborazione e realizzazione professionale passano necessariamente dall’abbattimento delle barriere architettoniche. Come abbiamo visto, a volte bastano alcune piccole modifiche perché tutti possano lavorare alla pari; in altre situazioni, invece, sono necessari interventi più consistenti. Nel caso di un edificio su due piani, per esempio, possono essere molto utili un miniascensore o un montascale, per permettere alle persone con difficoltà motorie o sensoriali di spostarsi da un piano all’altro. Una scelta che sarà certamente apprezzata anche dagli altri dipendenti, che potrebbero averne bisogno per spostare carichi pesanti o in caso di infortunio temporaneo. Eliminare le barriere fisiche è il primo passo per garantire a tutti libertà, uguaglianza e pari dignità, come lavoratori e come cittadini.

Basta cosi poco...

Assumere un disabile non deve essere un “favore” ma un’aggregazione umana di spirito di uguaglianza

Alcune Questioni

Stai vivendo una condizione permanente di disabilità e ti chiedi se le tue possibilità di lavorare siano giunte al capolinea o siano comunque pari a zero. Assolutamente no, che tu sia nato con la tua disabilità o che sia sopraggiunta nel corso della tua vita, sappi che lo Stato dà per assodato il fatto che i disabili debbano avere il diritto di lavorare. E c’è una legge che ti aiuta in questo, mediante il collocamento mirato, che dovrebbe servire a facilitarti a trovare un posto di lavoro

Se quindi ti è stata certificata un’invalidità puoi usufruire di questa legge che obbliga le aziende ad avere al loro interno una quota di assunzioni riservata ai disabili. Anzi, approfitta del fatto che dal 1° gennaio 2018 tutte le aziende dai 15 dipendenti in su sono obbligate ad assumere entro 60 giorni una quota di persone disabili.

Una volta inserito in azienda poi, puoi godere (tu o il familiare che si prende cura di disabili) di agevolazioni (sulla base della legge 104): permessi di lavoro retribuiti, prolungamento congedo, trasformazione in part time, diritto di scegliere la sede più vicina al tuo domicilio, diritto di rifiutare trasferimenti, ecc.

 

In parte lo abbiamo già accennato. Lo Stato impone ad aziende e datori di lavoro di assumere persone disabili appartenenti alle categorie protette. E dal 1° gennaio 2018 devono farlo entro 60 giorni e indipendentemente dal fatto che abbiano in programma o meno nuovi piani di assunzioni generali. Funziona così: in base all’ampiezza dell’azienda, in termini di dipendenti, c’è una quota riservata all’assunzione disabili: è questo il succo del collocamento mirato, in tema di assunzioni obbligatorie, che si accompagna poi a misure volte all’inserimento lavorativo. Nello specifico:

  • Le aziende dai 15 ai 35 dipendenti devono assumere almeno un disabile
  • Le aziende dai 36 ai 50 dipendenti devono assumere almeno due disabili
  • Le aziende con più di 50 dipendenti, devono riservare alle assunzioni dei disabili la quota del 7 per cento del totale dei dipendenti

E già una prima rassicurazione l’abbiamo avuta. Lo Stato è dalla tua parte e con una legge chiede alle aziende di dare lavoro ai disabili. A questo punto devi intervenire tu mettendoci del tuo. Una volta che ti è stata accertata la tua disabilità e ti è stato rilasciato il certificato con la tua percentuale di invalidità, devi innanzitutto bussare alle porte del Centro per l’impiego, avvisandolo della tua condizione e del tuo diritto al collocamento mirato. Devi poi armarti di buona lena e metterti a cercare opportunità.

Iscrizione alle liste categorie protette

Per godere del collocamento mirato garantito dallo Stato devi prima di tutto accertare la tua percentuale di invalidità. Questo lo farà la commissione medica della Asl al momento della visita di accertamento che sarai chiamato a fare. Dopodiché, con questa attestazione alla mano, dovrai recarti al Centro per l’impiego del tuo territorio.

Qui in base alla tua condizione e percentuale di invalidità verrai inserito all’interno di una determinata categoria protetta e in liste speciali di collocamento mirato, che ti permettono di metterti in graduatoria. Inizierai un iter cucito su misura per te, finalizzato al tuo inserimento lavorativo. Incontrerai servizi sociali, formativi e sanitari con i quali farai un colloquio. In questo colloquio verranno valutate le tue attitudini e le tue capacità. In pratica viene sviscerato e tirato fuori tutto quello che puoi dare a una futura azienda. È un vero e proprio percorso che dovrebbe portarti all’individuazione dell’opportunità di lavoro migliore per te.

Ricerche di lavoro online

Ciò non toglie che tu devi iniziare a metterci del tuo e a spulciare tutte le possibili opportunità di lavoro che possono presentarsi, in primis navigando sui tanti siti e portali web dedicati alla ricerca e offerta di lavoro. Ce ne sono tanti: Indeed, Infojobs, Monster, Bancalavoro, ecc. E ci sono anche portali specificatamente dedicati all’inserimento lavorativo delle persone disabili: un esempio è la start up Jobmetoo, sul cui sito puoi trovare tutte le offerte di lavoro riservate alle categorie protette.

Di norma lo capisci al volo quando un’offerta è riservata alle persone disabili, perché affianco alla posizione ricercata c’è sempre scritta una frasetta del tipo “Categorie protette 68/99”. A questo punto cliccaci sopra e vedi se la cosa può interessarti!

Ricerche di lavoro nei Centri per l’impiego

Tornando al tuo Centro per l’impiego in cui ti sei iscritto, dovrebbero essere pubblicate anche lì periodicamente le offerte di lavoro delle aziende riservate alle categorie protette. Se nessuno ti contatta durante il tuo percorso di collocamento mirato, vai tu di persona in sede e spulcia tutti gli elenchi delle offerte di lavoro (sempre con la solita frasetta “categorie protette 68/99”). Oltretutto anche il tuo centro per l’impiego provinciale dovrebbe avere un sito online aggiornato con la pubblicazione delle offerte di lavoro.

Ricerche nelle Agenzie per il lavoro

Se ti stai chiedendo come trovare lavoro per un disabile, un altro modo è quello di entrare (o consultare i siti web) delle Agenzie del lavoro. Molte aziende infatti si rivolgono direttamente a questi intermediari per assumere. E quindi anche per assumere categorie protette. Alcuni nomi sono Manpower, Adecco, Gigroup, Randstad. Ma ce ne sono molte altre. Fai un salto e leggi se in vetrina c’è qualche offerta pubblicata, oppure entra direttamente munito di curriculum.

Ricerche di lavoro sui giornali

Sembra ormai uno strumento obsoleto, ma in realtà può essere ancora molto valido per trovare lavoro. Alcuni quotidiani (soprattutto quelli locali) mantengono delle rubriche dedicate a chi cerca e offre lavoro. Gli annunci sui quotidiani sono un ottimo modo quindi per andare alla ricerca di offerte riservate alle categorie protette. Non farti scoraggiare, perché di aziende che cercano persone inserite nelle categorie protette da assumere ce ne sono tante (aiutate anche dal bonus assunzioni disabili che le incentiva).

Monitorare i concorsi pubblici riservati

Un’altra opportunità importantissima per un disabile che deve trovare lavoro è il concorso pubblico. Se la tua filosofia corrisponde alla simpatica frase alla Checco Zalone “Cosa vuoi fare da grande? Il posto fisso!”, allora cerca di monitorare con attenzione l’uscita di concorsi pubblici riservati alle categorie protette. Consulta prima di tutto la Gazzetta Ufficiale, lì vengono inseriti tutti i concorsi. E non dimenticare i siti web del tuo Comune o della tua Regione.

Abbiamo visto come un disabile può trovare lavoro. Ma esattamente a quali lavori può aspirare una persona disabile? La risposta esatta è: dipende. Da cosa? Dal fatto che di disabilità ce ne sono tante: motorie, uditive, visive, mentali. È chiaro che quello che vale per una persona disabile può non valere per un’altra. Un ragazzo che non cammina più e si muove in sedia a rotelle non potrà svolgere lo stesso lavoro di chi invece riesce a deambulare senza particolari problemi.

In linea di massima comunque per una persona con difficoltà di movimento i lavori più adatti possono essere quelli sedentari o quelli da casa. Chi invece deambula bene ma ha difficoltà uditive, visive, deficit mentali e di attenzione, difficilmente potrà stare ore e ore al computer, impiegato in lavori di alta concentrazione mentale. Vediamo alcuni esempi di lavoro adatto alle persone disabili:

  • Il telelavoro
  • Telemarketing
  • Data entry
  • Analisi di mercato,
  • Contabile e impiegato amministrativo
  • Consulente (aziendale, marketing, del lavoro, ecc)
  • Libera professione
  • Assistente in ufficio
  • Segretario/a
  • Impiegato in ufficio
  • Operaio generico
  • Magazziniere
  • Portiere
  • Receptionist
  • Portiere

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