Tempo Libero

La libertà è

I disabili hanno diritto di fare ciò che desiderano nel loro tempo libero,

muoversi liberamente

e il diritto di scegliere cosa fare
e con chi stare.

Tempo libero delle persone con disabilità

Il tempo libero riveste nella vita di ogni persona un’importanza fondamentale per il proprio benessere e la propria autostima. Ma la possibilità di esprimersi, di determinare autonomamente le proprie scelte, di agire senza costrizioni non è scontata per le persone con disabilità intellettiva. Il difficile rapporto tra disabilità e tempo libero rappresenta uno dei problemi più sentiti e urgenti nell’universo della disabilità.

Il più delle volte, la gestione e organizzazione di momenti “liberi” è affidata alle famiglie, soprattutto in caso di persone con disabilità adulte o ad attività comunque frequentate solo da altri ragazzi con disabilità. Il salto di qualità che i ragazzi con disabilità desiderano è quello di un tempo libero al di fuori dalla famiglia e con una ampia gamma di possibilità. Solo assicurando tale legittimo diritto, le persone con disabilità riescono a rapportarsi con gli altri al pari, sentendosi non più “diversi”, ma persone che, nello scambio, danno e ricevono.

Tempo libero e qualità della vita sono strettamente correlate. Le attività di tempo libero sono uno strumento per imparare a gestire relazioni non solo protette o filtrate da una figura esterna, ma gestite con sempre maggiore autonomia e serenità. Inoltre, le attività di tempo libero rappresentano un valido elemento di prevenzione all’aggravarsi della disabilità, all’instaurarsi di psicosi o problemi dovuti  all’isolamento,  alla solitudine, come la depressione e a prevenire comportamenti a rischio.

Il tempo libero diventa lo spazio della scelta e della possibilità reale di pensarsi come protagonista e di conquistarsi spazi di autonomia decisionale.

La qualità della vita

Attualmente il concetto di salute si identifica in uno stato di benessere che coinvolge la dimensione fisica, psicologica e sociale dell’individuo. Legata alla percezione di benessere è la qualità della vita: in pratica, un paradigma che rende la persona soddisfatta o insoddisfatta della propria quotidianità. La qualità della vita è data anche dall’impiego del tempo libero in attività gratificanti. Nel disabile, spesso la qualità della vita appare scadente in virtù del fatto che il tempo libero è un tempo vuoto, abitato dalla solitudine e dalla noia.
Laddove si vuol caratterizzare il costrutto di benessere, si deve ricorrere alla determinazione degli elementi che lo compongono. In pratica, definire un individuo in uno stato di benessere allorquando ha delle priorità che dirigono la sua vita, la sensazione di guidare il corso degli eventi che compongono il suo ciclo vitale, una buona relazionalità sociale, che lo fa interfacciare in termini positivi e gratificanti con l’alterità.

La disabilità

Attualmente la disabilità è considerata uno stato di salute in un ambiente sfavorevole. In questo modo si pongono in evidenza le correlazioni che legano la percezione del proprio stato di salute e di benessere alle variabili ecologiche, che caratterizzato il contesto di vita dell’individuo, rimarcando ancora una volta come la sensazione di disabilità sia strettamente proporzionale alla qualità della vita vissuta. In altre parole, laddove il disabile ha l’impressione che la propria vita sia ricca di un vigore fisico, frutto anche di trattamenti abilitativi, riabilitativi e terapeutici idonei ed efficaci, di una serenità emotiva, di un contesto sociale, che favorisce l’evoluzione personale, che sostiene e incrementa i rapporti con gli altri individui, che non lede le prerogative personali e soprattutto che permette di esercitare il libero arbitrio, lì egli vivrà la sua disabilità come una diversa abilità.

Il tempo libero

Frequentemente il tempo libero della persona disabile è un tempo vuoto, alimentato dalla noia e dalla solitudine, dal senso di abbandono e di impotenza. Per lungo tempo si è provveduto ad ottimizzare il percorso scolastico e riabilitativo di chi è affetto da disabilità, trascurando questa importante dimensione che è rappresentata dal tempo non occupato, che, soprattutto, nell’adulto disabile, una volta terminata l’esperienza formativa, diviene il tempo prevalente. I contesti educativi, nello specifico la scuola, sono chiamati ad intervenire in tal senso, insegnando al disabile tutte quelle abilità che gli possano permettere di vivere il tempo libero come un momento di gioia e non di tedio.
Il Tempo Libero rappresenta un importante spazio di crescita, di sperimentazione dell’essere adulti, di confronto con il mondo reale, anche per le persone disabili. E' strettamente correlato alla qualità della vita delle persone, di tutte le persone, anche quelle con disabilità. Per questo è fondamentale dare priorità: Al benessere, Al divertimento, Allo sviluppo della capacità di gestire relazioni interpersonali con sempre maggiore autonomia e serenità, Al contrasto dell’isolamento sociale, Al superamento della solitudine. In questo senso il Tempo Libero diventa lo spazio della scelta e della possibilità concreta di pensarsi ed essere protagonista e di conquistarsi occasioni di autonomia decisionale. Le attività di tempo libero riconoscono alle persone con disabilità la dignità data dall’inclusione sociale, dell’essere persone tra le persone.
“Ogni essere umano ha il diritto fondamentale di accedere all’educazione fisica e allo sport, che sono indispensabili allo sviluppo della sua personalità. Condizioni particolari devono essere offerte ai giovani, compresi i bambini in età prescolare, alle persone anziane e ai disabili per permettere lo sviluppo integrale della loro personalità, grazie ai programmi di educazione fisica e di sport adattati ai loro bisogni”.