Turismo

Turismo

Tiene conto degli impatti economici, sociali e ambientali attuali e futuri sulla comunità e sull’ambiente visitato, pur cercando di soddisfare le esigenze del viaggiatore, e rispettando sempre l’ambiente e le comunità ospitanti.

sostenibile

I principi e i metodi di gestione dello sviluppo del turismo sostenibile si possono applicare a tutte le forme di turismo e a tutti i tipi di destinazioni, compreso il turismo di massa e le forme di turismo più specializzate.

L'offerta del “Turimo accessibile”

A chi si rivolge.

La platea di destinatari del turismo accessibile non è individuabile  in modo definitivo in quanto l’offerta di strutture e servizi si estende a un mercato ampio in cui si possono includere persone con  disabilità quali problemi di tipo motorio, sensoriale, cognitivo o di salute, ma anche persone che hanno delle difficoltà di tipo alimentare quali per esempio soggetti con allergie o intolleranze alimentari. E ancora persone che per motivi di età hanno difficoltà a spostarsi o camminare a lungo, famiglie con i bambini, fino a ricomprendere anche soggetti che non hanno una grande disponibilità monetaria.
Lo sviluppo e la realizzazione del “Turismo accessibile” ha dunque come obiettivo creare una rete di informazioni, mezzi, alloggi, ristoranti e mete culturali che possono essere accessibili a una di queste tipologie di clienti che rappresentano la domanda.
Fare turismo accessibile significa dunque offrire a persone con bisogni speciali e alle loro famiglie autonomia nel viaggiare attraverso il collegamento tra vari servizi garantendo l’affidabilità dell’informazione sulle strutture e sui percorsi che consentano a ciascuna persona di valutare autonomamente il livello di rispondenza della struttura alle proprie esigenze.

L’obiettivo di un turismo per tutti si concretizza riconoscendo e ponendo in essere gli strumenti che consentano a tutti di poter decidere dove trascorrere la propria vacanza o il proprio tempo libero sulla base di scelte e desideri personali, non solo per il livello di accessibilità di un luogo rispetto ad un altro, ma per l’interesse e l’attrattiva che spinge ognuno di noi a scegliere una determinata destinazione; scegliere la destinazione della propria vacanza perchè è veramente l’oggetto del proprio desiderio e ciò si realizza solamente se le persone con bisogni speciali hanno le stesse opportunità di scelta di tutti noi.
La definizione “Turismo per tutti”, declinata in tutte le lingue, si è diffusa rapidamente al fine di individuare in   ogni Paese organizzazioni ed enti che si occupino di agevolare l’accesso al mercato del turismo, nel modo più      autonomo possibile, anche alle persone con disabilità. Significa dunque creare le condizioni ideali di fruibilità del territorio per turisti che presentano esigenze particolari in funzione del loro stato di salute, momentaneo o permanente, delle loro condizioni fisiche o mentali o delle loro difficoltà.
L’accessibilità realizza infatti concretamente il principio di uguaglianza espresso dalla nostra Costituzione all’art. 3 comma 2 per consentire la partecipazione dell’individuo alla vita sociale con parità di diritti e doveri.

In un Paese come l’Italia in cui l’esperienza di viaggio e di vacanza si caratterizza per la ricca offerta culturale, paesaggistica, di arte, di tradizioni non si dovrebbe parlare di  turismo accessibile come di una categoria separata o specifica perchè l’accessibilità dovrebbe essere l’ elemento naturale di un paese ospitale in cui non ci sia bisogno di distinguere un’offerta per ospiti che hanno bisogni speciali, ma che sia pronto appunto ad aprire le porte delle sue strutture ricettive  a tutti essendo in grado di rispondere ai più diversi bisogni. Per fare ciò naturalmente occorre pensare ad un mercato turistico senza barriere, che si caratterizzi per le buone pratiche dell’ospitalità mettendo in campo delle professionalità in cui gli operatori prestino attenzione attraverso progetti e interventi strutturali di qualità.
In tal modo il nostro Paese sarà in grado di “garantire  a tutti i potenziali fruitori, nessuno escluso, la piena libertà di esercitare i propri diritti a partire dal piacere di viaggiare. L’immagine dell’Italia, infatti, non deve essere limitatamente intesa per quanto concerne la bellezza dei suoi territori, i suoi capolavori artistici, le sue diversità e unicità, ma anche per la sua gente e la sua cultura dell’accoglienza che ne rappresenta il livello di civiltà”.

Bisogna, poter e saper proporre trasporti accessibili, strutture ricettive accessibili, ma anche proposte e programmi con itinerari accessibili.

Poter e Saper Proporre

L’accessibilità e...

L'assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali, è la condizione indispensabile per consentire la fruizione del patrimonio turistico italiano. Il principio che l’azione della Commissione promuove è semplice e chiarissimo: l’individuo nella sua totalità, con i suoi bisogni, è un cittadino ed un cliente che ha diritto a fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi adeguati a commisurati a ciò che paga.

Disabilità nel Turismo

Parlare di turismo accessibile e vacanze per disabili significa prestare attenzione al tema delle vacanze per tutti e alla portata di tutti: un turismo senza ostacoli né barriere, per permettere anche alle persone con disabilità di trascorrere un periodo di riposo in autonomia e con dignità. Turismo accessibile, però, non significa solo turismo per disabili, ma anche turismo per le persone anziane o per chi ha particolare esigenze e necessita di agevolazioni per viaggiare. L’unico punto debole rimane la situazione del trasporto pubblico locale, ma non ci sono dubbi sul fatto che la situazione è destinata a migliorare nei prossimi anni. Giova porre in evidenza che la problematica si sarebbe risolta da tempo se avesse trovato piena applicazione la legge 104 del 1992. Con riferimento alla mobilità e al trasporto delle persone con disabilità, la legge in questione contiene infatti delle prescrizioni molto valide.

Vacanze per disabili

Parlare di viaggi per disabili e vacanze per disabili significa affrontare un tema di rilievo sociale. Oggi la realtà della disabilità coinvolge non più solo le strutture ricettive, ma anche bar, ristoranti, musei e luoghi di intrattenimento fino ai bed&breakfast. Il primo aspetto da considerare è che il turismo, il viaggio e la vacanza sono un diritto di tutti, comprese le persone disabili, anzi proprio per queste è un’occasione di inclusione sociale. Infatti, che il settore della disabilità non è un settore di nicchia, ma riguarda milioni di persone dato che sono considerate disabili anche le persone con esigenze specifiche, come gli anziani. Fa, però, ben sperare la crescente attenzione sul tema dimostrata dal diffondersi di convegni e seminari sul turismo accessibile e sulla disabilità e la crescente formazione e adeguamento di chi opera nel settore turistico in Italia. L’obiettivo comune è permettere al disabile di spostarsi in autonomia, utilizzando i mezzi di trasporto pubblici senza dover gravare su eventuali accompagnatori.

I diritti delle persone con disabilità

Per vacanze per disabili, significa mettere sul tavolo anche il tema della progettazione universale, inserito nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Nel testo si impone la necessità di considerare la diversità sociale di ogni individuo fin dalla nascita, organizzando gli spazi interni ed esterni per la massima accessibilità, in completa autonomia, ad ogni persona. Un sistema che si basa, quindi sull’inclusione sociale, e che va a beneficio non solo degli anziani, ma anche dei disabili. Oggi viviamo in un mondo in cui l’età media si alza sempre di più, creando un peso sempre maggiore sulle strutture pubbliche dati i problemi connessi all’invecchiamento e alla disabilità. Eppure si riscontra ancora indifferenza e una visione miope da parte degli operatori del settore, restii a investire per migliorare l’accessibilità delle strutture o abbattere le barriere architettoniche, anche se le prime leggi risalgono a mezzo secolo fa.

Viaggi e barriere architettoniche

Le barriere architettoniche rappresentano uno dei principali punti da trattare quando si parla di turismo accessibile ai disabili e non sempre è un tema semplice da far capire a chi non si trova in questa condizione. La barriera architettonica in senso stretto, intesa come ostacolo fisico, come l’altezza del tavolo, una porta troppo stretta, una scala senza scivolo per la carrozzina o una scala interna priva di montascale non è, infatti, l’unico tipo di problema che il disabile deve affrontare in vacanza. Esistono, infatti, anche barriere architettoniche sensoriali, che possono impedire il viaggio ai disabili di tipo cognitivo, uditivo o visivo. Pensiamo a stazioni e aeroporti privi di tabelle con i riferimenti in braille o alle strade cittadine con semafori senza segnalazioni rumorose. Sono piccoli dettagli per chi progetta l’ambiente, ma rappresentano strumenti essenziali per il disabile che vuole viaggiare in autonomia.

Libro Bianco sul Turismo per Tutti

Turismo accessibile in Italia significa anche citare il Libro Bianco sul Turismo per Tutti del 2013. Tuttavia, pur essendo il tema molto sentito anche dalle istituzioni, ancora oggi l’accessibilità e la vacanza a misura di disabili sono argomenti nebulosi. Come detto, infatti, il turismo accessibile non è solamente quello che si rivolge alle persone con disabilità fisica, ma anche al più ampio numero di persone con disabilità motoria (in sedia a rotelle, sedie con motore o semplici difficoltà di deambulazione), persone con disabilità sensoriale (non vedenti, ipovedenti, non udenti o ipoudenti) e persone con disabilità cognitiva. A livello più ampio, però, si possono includere tra le categorie di persone con esigenze specifiche anche gli obesi, gli autistici, i genitori con passeggino, le donne in gravidanza e le persone con particolari esigenze alimentari per ragioni fisiche o culturali.
White Book

La Massima Espressione Di Civiltà

Alcune Questioni

Il “Turismo accessibile” è un’insieme di strutture e servizi messi a disposizione di persone con disabilità o bisogni speciali in modo che possano godere della possibilità di viaggiare, alloggiare e prendere parte ad eventi senza incontrare problematiche o difficoltà in condizioni di autonomia, ma anche di sicurezza e confort.

Il turismo sostenibile è definito come quella forma di turismo che soddisfa i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro. … Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.

  • Un servizio o una struttura sono accessibili prima di tutto quando risulta accessibile l’informazione relativa, cioè facilmente reperibile, comprensibile ed efficace.
  • Un servizio o una struttura sono accessibili quando sono facilmente raggiungibili e, una volta raggiunti, interamente fruibili.
  • Un servizio o una struttura sono accessibili quando il personale che vi opera è preparato a rispondere ai vari tipi di esigenze.
  • Un servizio o una struttura sono accessibili quando sono inseriti in una “rete” accessibile (alberghi, mezzi di trasporto, ristoranti, luoghi d’interesse nelle vicinanze).                                         

Bisogna, quindi, poter e saper proporre trasporti accessibili, strutture ricettive accessibili, ma anche proposte e programmi con itinerari accessibili.

E’ riduttivo pensare alle sole persone con disabilità fisica, si tratta invece di includere in questo mercato il più ampio e generico mondo dei bisogni, rappresentato anche da persone che non hanno disabilità evidenti e riscontrabili: persone con disabilità motoria (con difficoltà di deambulazione, con girello, in sedia a rotelle, con sedia a motore,…), persone con disabilità sensoriale(persone non udenti o ipoudenti, persone non vedenti o ipovedenti), persone con disabilità cognitiva, persone con autismo, persone obese, anziani, genitori con passeggini, bambini, donne in gravidanza, persone con esigenze alimentari particolari (per ragioni fisiche o culturali).

Considerando l’attuale situazione Europea, a livello scientifico secondo lo studio Eurostat, la domanda potenziale di Turismo Accessibile è stimata in circa 127,5 milioni di persone (46 milioni di persone con una qualche forma di disabilità, più circa 81 milioni di persone over 65). Questi numeri smentiscono in parte l’immaginario comune secondo cui il segmento di Turismo Accessibile sia un fattore di nicchia, laddove invece interessa circa il 17% della popolazione europea.

In Italia è stata istituita la Commissione “per la promozione e il sostegno del Turismo Accessibile, nata dall’esigenza di mettere ogni persona con i suoi bisogni al centro del sistema turistico.
Il turismo accessibile è la massima espressione di questo obiettivo di civiltà e rappresenta anche una indubbia attrattiva – moderna e attuale – per riportare in alto l’immagine del turismo italiano nel mondo. 
Per questo motivo l’Italia ha sviluppato la Carta dei diritti del turista.

Pochi sanno che in Italia è attiva la Commissione “per la promozione e il sostegno del Turismo Accessibile”, che vuole mettere al centro del sistema turistico i bisogni di ogni persona.

La Commissione considera il turismo accessibile la massima espressione della civiltà e per questo in Italia è stata realizzata la Carta dei diritti del turista.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 all’art. 1 afferma come “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” e prosegue nell’art. 2 affermando che i diritti e le libertà enunciate devono essere garantite “senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”. Il documento garantisce inoltre nell’art. 13 il diritto alla “libera circolazione” e nell’art. 24 il diritto “al riposo ed al tempo libero”.

Questi presupposti sono stati reiterati nella Convenzione ONU sui diritti delle Persone con disabilità del 13 dicembre 2006, la quale contiene riferimenti importanti nel contesto del Turismo Accessibile: nell’art. 30 “Partecipazione alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport”,  infatti si sottolinea come gli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione si impegnino a prendere misure appropriate affinché sia assicurato alle persone con disabilità l’accesso a luoghi sportivi, ricreativi e turistici.

In Italia il Primo libro bianco sul Turismo per Tutti risale al 2013, tuttavia anche se si è iniziato a parlare di Turismo Accessibile, le esigenze dei visitatori sono largamente sconosciute, i costi di investimento incompresi o esagerati e l’accessibilità è generalmente percepita dal mercato come un onere più che come un valido motivo di opportunità. Il concetto di ‘Accessibilità turistica’ in Europa è ancora una sorta di territorio nebuloso, con un diffuso pregiudizio e una carenza informativa sul mercato dei turisti con bisogni speciali.

 

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