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Abbattere le barriere è possibile

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Oltre il P.E.B.A.

Un Progetto a 360°

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Piano Invalidi

Monitorare, Pianificare, Progettare e Realizzare interventi di abbattimento barriere architettoniche nelle Pubbliche Amministrazioni e settore privato, finalizzato al raggiungimento di piena fruibilità in ottemperanza alla Legge 41/86 (art.32) e succ. modifiche.

Oltre il P.E.B.A.

Nuova Visione Di Applicazione

Nel prendere in considerazione l’analisi effettuata sul territorio nazionale in relazione all’attuazione dei P.EB.A., e della normativa in supporto, evidenzia un deficitario approccio in aree definite in relazione a modifiche e/o ristrutturazioni:

  • Scarsa ed inefficace attuazione dei P.E.B.A. sul territorio nei comuni sopra i 15.000 – sottoi 15.000 abitanti.
  • Rapporto generale deficitario in: Enti pubblici (Comuni, ASL, Agenzie Territoriali), scuole, teatri e cinema, spazi verdi, parcheggi e aree sosta.
  • Rapporto minimo accessibilità aree private fruibili al pubblico (ristoranti, caffetterie, esercenti, teatri e cinema, edilizia privata)
  • Insofferenza fondi ed investimenti da parte delle PP.AA e dello Stato attraverso i Ministeri.

I P.E.B.A. prevedono esclusivamente due punti di attuazione:

  1. Monitoraggio del territorio per individuazione aree di non accessibilità e fruibilità.
  2. Progettazione e/o ristrutturazione aree individuate mediante normativa ad hoc.

Queste fasi, pur di evidente importanza, non portano all’obiettivo finale che è finalizzare e garantire le migliori condizioni nella fruizione dei luoghi, beni e servizi, pubblici o privati, altrimenti oggi non si rileverebbe una situazione deficitaria sotto questo punto di vista.

Sulla base delle ricerche effettuate, essi rappresentano la naturale involuzione dei P.E.B.A. che, a causa di ragioni culturali, economiche e normative, non sono divenuti una realtà per la maggior parte delle Amministrazioni Pubbliche.

Il concetto di esecuzione dei P.E.B.A. non è esclusivamente quello di individuare aree od oggetti non accessibili, ma, una volta fatto il quadro, operare nella direzione di ELIMINARE tali soggetti. Le libertà di movimento e di autodeterminazione sono diritti inviolabili della persona e le Pubbliche Amministrazioni devono operarsi per rimuovere gli ostacoli, di qualunque natura, che le inibiscono o le limitano.

Lo scopo delle Pubbliche Amministrazioni è di “creare valore” e si ottiene quando si ampliano le libertà ed il benessere dei cittadini, l’integrazione e la coesione sociale. L’accessibilità dell’ambiente punta alla valorizzazione della persona diventando poi una risorsa collettiva poiché amplia le possibilità di ognuno di dare un contributo diretto e personale alla crescita della propria comunità. Ciò, senza dimenticare che maggior accessibilità porta riverberi positivi anche in ottica economica, permettendo agli stessi nuovi fruitori l’utilizzo di servizi o di percorsi altrimenti negati.

In tal senso, l’accessibilità dell’ambiente si consegue mediante il coinvolgimento e la cooperazione tra tutti i soggetti, pubblici e privati, presenti nella realtà territoriale; esige politiche spazio-temporali coerenti alle diverse scale (da quella di dettaglio a quella territoriale) agite da tutti i settori di una Pubblica Amministrazione. L’accessibilità in senso alto non è un dato di fatto sancito da una legge, ma un processo di evoluzione che deve essere guidato da un programma di intervento globale dispiegato nel medio-lungo periodo.

Nasce l’evidente esigenza di rivedere e rielaborare un nuovo modello P.E.B.A., volto ad ampliare il suo compito eliminando la natura di quelle problematiche socio-economiche che, troppo spesso, sono e vengono usate come “causa” di mancata ottemperanza sia delle Leggi che Normative, sia della visione di scopo.

L’insufficienza di apparati tecnici negli uffici delle Pubbliche Amministrazioni; il mancato reperimento di fondi ed investimenti, portano a giustificare il mancato approccio e applicazione sul territorio di competenza intaccando quei diritti inviolabili che i cittadini ne attribuiscono il diritto.

  • Collaborazione con le P.A. per ottenere una città accessibile e fruibile in ogni suo spazio pubblico.
  • Settore Privato. Adottarlo delle misure di accessibilità necessarie ai cittadini nelle aree private aperte al pubblico.

Pur specificato che i P.E.B.A. hanno una sua applicazione principalmente in ambito pubblico, deve essere allargata coinvolgendo in modo attivo e (diretto / primario), il settore privato portando così una mano e una spinta socio-economica che necessita allo scopo, anche prevedendo la possibilità di affidamento ed utilizzo temporaneo del bene pubblico a privati che garantiscano l’eliminazione delle barriere seguendo tutti i dettami normativi che saranno individuati e richiamati, per far sì poi che il bene ritorni alla collettività.

Disabilità non significa inabilità. Significa semplicemente adattabilità.

Il coinvolgimento del privato è di grande aiuto ed utilità non solo nelle due fasi principali dei P.E.B.A., (monitoraggio, progettazione e attuazione) ma anche nei tempi e mezzi di reperimento dei fondi e ausili per l’attuazione dei progetti di accessibilità.

Il risultato, se ottenuto nella logica di evoluzione nell’accessibilità e valore urbanistico, porterebbe nell’ambito territoriale un maggior indotto lavorativo, maggiori introiti economici, migliore qualità della vita, maggior valore ambientale, un incremento turistico, un risparmio economico nel medio-lungo termine dei servizi e ausili.

Il modello FAPI comporta il coinvolgimento diretto con le Pubbliche Amministrazioni di:

Gruppo di professionisti (Architetti, Ingegneri, Geometri, Legali)

Gruppo Imprese (Piccole/Medie Imprese di costruzione, Imprese di ausili e materiali)

Gruppo Bancario (fondi da Istituzioni, Fondazioni, Fondi monetari UE)

Raccolta fondi da privati quali cittadini ed Imprese

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